
19) Avicenna. La dottrina di Avicenna sull'intelletto.
Avicenna analizza l'intelletto umano. Egli distingue tre sensi in
cui la massa degli uomini usa il termine intelletto: un
intelletto speculativo, che sarebbe in grado di ricevere gli
universali, un intelletto potenziale, e un intelletto materiale,
che sarebbe un intelletto di tipo passivo, in grado di cogliere
l'essenza delle cose, astratte dalla materia. Presso i filosofi,
invece, l'intelletto si articola in otto facolt. In questo modo
la dottrina aristotelica sull'intelletto, gi di per s complessa,
si complica ulteriormente

Epistola delle definizioni (vedi manuale pagine 280-281).

    1   Intelletto  un nome che si usa in sensi multipli.
    2   Si chiama intelletto la salute mentale originaria
nell'uomo. La sua definizione  allora: una facolt mediante la
quale si opera la distinzione tra il bello e il brutto. Si dice
ancora intelletto ci che l'uomo acquisisce di leggi universali
mediante l'esperienza e si definisce: significati raggruppati
nello spirito, premesse da cui si scoprono i vantaggi ed i fini.
In altro senso si dice che l'intelletto  una lodevole
disposizione che appartiene all'uomo nei suoi movimenti, i suoi
riposi, la sua parola, la sua scelta.
    3   Questi tre sensi sono quelli in cui la massa degli uomini
usa il termine intelletto; ma presso i filosofi questo ha otto
significati:
    4   1) L'intelletto di cui parla Aristotele nel Libro del
sillogismo. Esso differisce dalla scienza. Questo intelletto, egli
dice, designa i concetti, e gli assentimenti che provengono
all'anima mediante lo spirito, mentre la scienza  ci che risulta
da acquisizione esteriore. Poi vengono gli intelletti ricordati
nel Libro dell'anima.
    5   2) e 3) L'intelletto speculativo e l'intelletto pratico.
Il primo  una facolt dell'anima che riceve le quiddit delle
cose universali in tanto che esse sono universali. Il secondo 
una facolt dell'anima che  principio motore della facolt
appetitiva, verso ci che essa ha scelto di particolare in ragione
di un fine intravisto. Si chiamano intelletto anche numerose forze
dell'intelletto speculativo.
    6   4) L'intelletto materiale, facolt dell'anima preparata a
ricevere le quiddit delle cose astratte dalle materie.
    7   5) L'intelletto in abito, che  l'intelletto materiale
perfezionato in modo da divenire una potenza vicina all'atto
mediante attuazione di ci che Aristotele chiama intelletto nel
Libro del sillogismo.
    8   6) L'intelletto in atto, che  il perfezionamento
dell'anima in una forma qualunque, ossia una forma intelligibile
al punto di intendere quest'ultima e racchiudere mediante l'atto
la stessa allorch lo vuole.
    9   7) L'intelletto acquisito, che  una quiddit astratta
dalla materia, la quale  fortemente impressa nell'anima come
un'attuazione proveniente dal di fuori.
    10  8) Gli intelletti che si dicono agenti, che sono tutti
quiddit completamente pure da materia.
    11  Ed ecco la definizione dell'Intelletto Agente: esso , in
quanto intelletto, una forma sostanziale la cui essenza  di
essere quiddit pura da ogni mescolanza con la materia e ci per
se stesso e non per astrazione che altri ne faccia fuori della
materia e delle connessioni della materia, al modo che viene
ottenuta la quiddit di ogni ente. In quanto Intelletto Agente
esso  una sostanza avente l'attributo di cui abbiamo parlato ed a
cui appartiene il compito di far passare, illuminandolo,
l'intelletto materiale dalla potenza all'atto.
 (Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1966, volume
quarto, pagine 1087-1088).

